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	<title>Commenti a: Le donne e la traduzione</title>
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	<description>Traduzione e Interpretazione</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 May 2019 21:25:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Annett</title>
		<link>https://www.dailynterpreter.com/archives/1142/comment-page-1#comment-872</link>
		<dc:creator>Annett</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 12:49:56 +0000</pubDate>
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		<description>A me invece &quot;torna&quot; purtroppo...:(
Ma la scrittrice (autrice o traduttrice che sia ) ha come prima cosa da confrontarsi, scrivere e &#039;tradurre&#039; se stessa nel linguaggio patriarcale che da millenni è parte della nostra società, anzi è la società, da qualsiasi punto la guardi, religioso, politico, culturale.

Oltretutto, anche ad essere in numero preponderante, bisogna vedere quanto la scrittrice donna accetta e asseconda, più o meno coscientemente e consapevolmente, o invece sperimenta e cerca di infrangere e sovvertire nel linguaggio e fuori quella che è l&#039;ideologia, la poetica, l&#039;immagine della donna così come è venuta fuori dalla storia o dalla sua evoluzione nella (deludente ) contemporaneità. E non credo sia un compito facile, sia per l&#039;opposizione maschile (non tutti, è chiaro) che, appunto, per la &quot;naturalità&quot; di questa visione che ci viene dalla tradiIon precedente,penso che la strada da fare sia ancora lunga per le donne, in ogni campo

Altro libro che suggerirei è &quot;Gender and the Metaphorics of Translation&quot; di Lori Chamberlain

ciao a tutte/i! :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me invece &#8220;torna&#8221; purtroppo&#8230;:(<br />
Ma la scrittrice (autrice o traduttrice che sia ) ha come prima cosa da confrontarsi, scrivere e &#8216;tradurre&#8217; se stessa nel linguaggio patriarcale che da millenni è parte della nostra società, anzi è la società, da qualsiasi punto la guardi, religioso, politico, culturale.</p>
<p>Oltretutto, anche ad essere in numero preponderante, bisogna vedere quanto la scrittrice donna accetta e asseconda, più o meno coscientemente e consapevolmente, o invece sperimenta e cerca di infrangere e sovvertire nel linguaggio e fuori quella che è l&#8217;ideologia, la poetica, l&#8217;immagine della donna così come è venuta fuori dalla storia o dalla sua evoluzione nella (deludente ) contemporaneità. E non credo sia un compito facile, sia per l&#8217;opposizione maschile (non tutti, è chiaro) che, appunto, per la &#8220;naturalità&#8221; di questa visione che ci viene dalla tradiIon precedente,penso che la strada da fare sia ancora lunga per le donne, in ogni campo</p>
<p>Altro libro che suggerirei è &#8220;Gender and the Metaphorics of Translation&#8221; di Lori Chamberlain</p>
<p>ciao a tutte/i! <img src='https://www.dailynterpreter.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Ilaria</title>
		<link>https://www.dailynterpreter.com/archives/1142/comment-page-1#comment-808</link>
		<dc:creator>Ilaria</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 12:08:20 +0000</pubDate>
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		<description>Neanche a me qualcosa non torna, se penso alla maggior parte dei miei compagni di corso che sono più femmine che maschi, e che conosco più traduttrici che traduttori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Neanche a me qualcosa non torna, se penso alla maggior parte dei miei compagni di corso che sono più femmine che maschi, e che conosco più traduttrici che traduttori.</p>
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