Senza nulla togliere a Jacques Brel, penso che la giornata di oggi, e soprattutto quella di domani 20 gennaio, debbano essere dedicate a Barack Obama.
Per chi di voi non lo avesse ancora ascoltato, ecco il discorso che il futuro presidente degli States ha fatto domenica 18 al Lincoln Memorial.
Come lo ha ben sottolineato la stampa nazionale e internazionale, si è trattato di un evento memorabile e dobbiamo essere fieri, credo, di avere l’opportunità di parteciparvi, anche se solo da lontano.
In tanti giornali e telegiornali hanno ripreso spizzichi del discorso di Obama. Chi per sottolinearne il carisma e paragonarlo, magari, al grande Martin Luther King; chi per intravederne la linea politica futura in quest’epoca di crisi.
Io vi propongo una selezione “linguistica” di quello che, secondo me, vale la pena saper dire in inglese e vi invito, oltre che ad ascoltare il discorso, a fare un listening della puntata di Any Questions? di questa settimana.
Eccezionalmente per un programma puramente britannico, Jonathan Dimbleby si è spostato a Washington. Ed è questo che invito anche tutti voi a fare, almeno con il pensiero.
Perché qualunque sia il vostro credo politico, in questi giorni si sta scrivendo la storia. E ciascuno di noi dovrebbe essere fiero di poter dire, un domani, io c’ero e l’ho vista e ascoltata in lingua originale.
- I want to thank all of you for braving the cold
- Only a handful of generations have been asked to confront challenges as serious as the ones we face right now
- stak of bills
- I won’t pretend that meeting anyone of these challenges will be easy
- Along the way there will be setbacks and false starts
- The task that lies ahead
- Stories that affirm our unyelding faith
- For the sake of an idea
- To free the world from tyranny’s grasp
- To assume the presidency
- Oval office
- It is this thread that binds us together in common effort
- There is no obstacle that can stand in the way of millions of voices calling for change
- Our climb will be steep