Sulla falsariga del divertentissimo sito www.engrish.com, questo post potrebbe inaugurare una nuova sezione di daily dedicata agli strafalcioni italiani.
Ma visto che, più che farmi ridere, errori come quello della foto a fianco mi fanno venire i capelli bianchi, credo proprio che una tale sezione tarderà ad arrivare (se non altro aspetto di sposarmi con il mio colore naturale, poi si vedrà
)
Tornando all’obbrobrio qui a fianco, trattasi di una saracinesca che ha colpito la mia attenzione mentre passeggiavo nella ridente località della riviera romagnola in cui abito. Complice la crisi e la non felice posizione di questo esercizio, il proprietario ha deciso di venderlo, con tanto di FABRICATO e corte annessa.
Codesto proprietario, ben contento della sua scritta in stile profondo rosso sulla prima saracinesca, ha duplicato l’opera, e ovviamente l’e/orrore.
Che dire? Sarà questo fondo di emicrania che mi rende piuttosto acida, ma se la crisi serve a fare piazza pulita degli analfabeti che fino ad ora in queste zone si sono arricchiti vendendo fumo, allora c’è una giustizia divina.
PS Prometto di tenervi aggiornati su eventuali traduzioni in inglese francese e tedesco… Trattandosi di una località turistica, non è da escludersi che il nostro proprietario si imbarchi anche in questa impresa
Bisognerebbe aprire un sito solo per quelli! La versione italiana di Engrish.com dovrebbe chiamarsi ItaGliano.it o roba del genere…
Su Facebook ne ho trovate altre… te le posto lì…
Ciò che non consideri è che, qualche volta, e anche abbastanza spesso, essere analfabeti non è una colpa: nella vita non tutti hanno la possibilità di studiare. Prova a ripensare alla tua vita: a ogni svolta che ti ha portata a migliorare e a proseguire gli studi avrebbe potuto esservene un’altra, uguale e contraria, che te lo impedisse.
In risposta all’ultimo commento:
é vero Serena quello che dici. D’altro canto, però, lo studio lo si sceglie, anche a costo di sacrifici se ci si crede. Non sono la figlia di papà che ha avuto tutto già pronto. Ho lavorato sodo tutte le estati da quando ho 14 anni per pagarmi l’università, l’erasmus, i viaggi all’estero. Non ho messo da parte una lira fino all’anno scorso, quando dopo la laurea sono andata a vivere definitivamente fuori di casa e ho cominciato a lavorare. Quindi scrivo quello che scrivo con cognizione di causa, non con un tono da J’accuse. Chi con più, chi con meno difficoltà, abbiamo tutti l’occasione di darci una possibilità. E non giustifico l’ignoranza o la pigrizia di chi non la coglie.